Nike accusata di beneficiare di lavoro in schiavitù per produrre le nuove maglie della nazionale inglese
Da Imprese alla sbarra.
Nel giugno 2009 un'inchiesta del settimanale inglese “News of the world” ha svelato che le nuove maglie della nazionale inglese, a marchio Umbro, di proprietà di Nike, commercializzate come gadget a livello internazionale, sono prodotte in una fabbrica indonesiana definita dai giornalisti “una prigione”. Alti muraglioni di cemento con filo spinato delimitano il perimetro della fabbrica al cui interno circa 2mila persone, in gran parte donne in giovane età, lavorano 12 ore al giorno per l'equivalente di circa 2 euro al dì, ben al di sotto di quanto necessario per un'esistenza dignitosa. Le condizioni di lavoro sono definite di schiavitù. I supervisori si aggirano per i tavoli da lavoro e licenziano chiunque osi parlare o arrivare in ritardo. Gli ambienti di lavoro sono insalubri per la mancanza di condizionatori, le temperature elevate, la presenza di effluvi chimici prodotti dalle lavorazioni. Il settimanale aggiunge che ogni maglietta viene venduta al pubblico per 55 euro; lo stipendio di una settimana del capitano della nazionale inglese basta per pagare tutti gli stipendi della fabbrica per oltre un mese (News of the World, Girl slave make England shirts for sweet FA, 14 giugno 2009).


