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Inchiesta sulla irresponsabilità dei terzisti di Gap e Levi Strauss

Da Imprese alla sbarra.

Nell'agosto 2009 un'inchiesta del settimanale inglese Sunday Times rivela responsabilità dei marchi di abbigliamento nel peggiorare le condizioni, già gravi, di alcune regioni dell'Africa. Accade che le multinazionali di origine statunitense Gap e Levi Strauss abbiano appaltato parte della produzione di jeans ad un contoterzista asiatico di Taiwan denominato Nien Hsing, il quale a sua volta ha impiantato le sue fabbriche, insieme ad altre ditte, nello stato del Lesotho in Africa, più permissivo in tema di inquinamento e tutela dei lavoratori. Il risultato è che la discarica di Maseru è colma di rifiuti provenienti dal distretto industriale dell'abbigliamento, tra cui anche sacchi di rifiuti chimici illegalmente smaltiti, che il settimanale attribuisce direttamente al contoerzista di Gap e Levi Strauss. Anche i radi corsi d'acqua della zona risultano inquinati dagli scarichi del distretto e sono diventati di colore blu. A rendere ancora più insalubre la situazione il fatto che i bambini della zona rovistano tra i rifiuti e si tuffano nei corsi d'acqua. Dalle denunce riportate nell'inchiesta emerge che Nien Hsing ha poco rispetto anche per i propri dipendenti. Il settimanale ha intervistato alcune operaie che lamentano angherie e vessazioni da parte dei supervisori di nazionalità asiatica. Tutto ciò per 60 dollari e 200 ore di lavoro al mese (Sunday Times, Gap factory danger to African children, 1 agosto 2009).

BREVI DI AGOSTO 2009

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