Ecolabel
Da Imprese alla sbarra.
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Quando nasce e chi la governa
Ecolabel è un Regolamento promosso dalla Comunità Europea con l'intento di incentivare la presenza in Europa di prodotti e servizi a minor impatto ambientale.
La prima stesura è contenuta nel Regolamento CEE n.880 del 1992, successivamente revisionato con Regolamento CE n.1980 del 2000 e una seconda volta con Regolamento CE n.66 del 2010.
In Italia è stato introdotto tramite il decreto ministeriale DM 413 del 1995.
Cosa garantisce
Il regolamento istituisce un “marchio comunitario di qualità ecologica” denominato Ecolabel, che all'agosto 2009 era applicabile nei seguenti settori:
- abbigliamento: prodotti tessili, calzature;
- apparecchiature elettroniche ed elettrodomestici: lavastoviglie, lampadine, computer, televisori, lavatrici, pompe di calore;
- articoli per la casa e il giardino: materassi, piastrelle e pavimenti, vernici per interni, substrati per il suolo, ammendanti;
- prodotti cartari: tessuto carta, carta da copie e carta grafica;
- prodotti per la pulizia: detergenti multiuso, detersivi per piatti e stoviglie, detersivi per bucato;
- lubrificanti;
- turismo: servizio di ricettività turistica, servizio di campeggio.
L'impresa può apporre il marchio di qualità ecologica sulle confezioni oppure associarlo ad un servizio purché siano stati rispettati precisi criteri ambientali, specifici per ogni tipologia di prodotto. Ad esempio, per i detersivi da bucato c'è l'obbligo di rispettare prescrizioni relative agli ingredienti chimici, al grado di biodegradabilità, all'efficacia di lavaggio, all'impatto degli imballaggi. Per la carta c'è l'obbligo di limitare le emissioni nell'aria e nell'acqua, il consumo di energia, l'utilizzo di sostanze chimiche. Per i frigoriferi l'attenzione è sulla classe di efficienza energetica, la tipologia di fluidi refrigeranti, la riciclabilità dell'apparecchio.
Chi effettua i controlli e rilascia le certificazioni
Il marchio non si acquisisce per autocertificazione ma tramite un procedimento di verifica da parte di terzi.
Il primo passaggio è di sottoporsi a test e verifiche tecniche da parte di un laboratorio accreditato.
In seguito tutta la documentazione raccolta è inviata ad uno specifico ente che sulla base delle evidenze documentali valuterà la qualità ecologica del prodotto. In Italia tale ente è l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Conclusa questa fase istruttoria la pratica passa al “Comitato Ecolabel Ecoaudit sez. Ecolabel”,
che rilascerà l'autorizzazione all'uso del marchio.
Il comitato è composto da 14 membri nominati dai Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e Tutela del Territorio, della Salute e dell’Economia.
Il costo iniziale per la pratica va dalle 300 alle 1300 euro. L'impresa che ha ottenuto la licenza all'uso del marchio deve versare, alla tesorerie provinciale dello Stato, una quota pari allo 0.15% del fatturato relativo al volume di vendita del prodotto etichettato.
Le imprese certificate
L'Italia è il paese che ha distribuito più licenze all'uso del marchio: 218 imprese (per un totale di 3500 prodotti) contro le 127 della Francia e le 68 della Danimarca. Per il 50% si tratta di imprese di servizi turistici, il 18% di imprese produttrici di detergenti multiuso, il 6% di imprese tessili.


