Image:logo4.png

Coca-Cola querelata per i gravi atti di violenza, tra cui omicidi e stupri, di cui sono state vittime le famiglie di due dirigenti sindacali guatemaltechi

Da Imprese alla sbarra.

Nel Febbraio 2010 due dirigenti sindacali guatemaltechi dello stabilimento di imbottigliamento di Guatemala City, membri del Sindicato de Trabajadores de la Industria del Café y Bebidas Coca-Cola (“SITINCA”) hanno querelato il gruppo Coca-Cola, accusato di complicità e di negligenza nei confronti di una serie di gravi atti di violenza di cui sono stati vittime i sindacalisti e i loro familiari tra gli anni 2006 e 2008. Secondo le accuse portate al cospetto della Corte Suprema di New York, i due dirigenti, Vicente e Palacios, sono stati minacciati a più riprese dai vertici dello stabilimento intenzionati a farli dimettere dal sindacato. Dopo le minacce sono seguite le violenze. Squadroni punitivi, che secondo quanto denunciato sono stati assoldati dall'azienda di imbottigliamento, contoterzista Coca-Cola, sono entrati nelle abitazioni dei sindacalisti e hanno stuprato, rapito e perfino ucciso alcuni componenti delle due famiglie (SUPREME COURT OF THE STATE OF NEW YORK, José Armando Palacios, Sara Ramos Montoya, Rony Vladimir Palacios Ramos, José Alberto Vicente Chávez, Herminda Amparo Santiago Quich, Mildred Indalecia Vicente Santiago, Martha Oralia Arango Matias, Margarita Ramos Quich Plaintiffs, v. THE COCA-COLA COMPANY and DOES 1 through 10 inclusive, Defendants, 25 Febbraio 2010).


BREVI DI MARZO 2010

Strumenti personali
Navigazione